Gatte e capre
Da giovane accudivo una capra. Per sperimentare che tipo di relazione potesse avere con i felini, avevo buttato dentro al suo recinto una gatta incinta e la capra l’aveva incornata. La gatta sanguinava dal collo, avevo procurato una inutile sofferenza, ma la vittima non mi portava rancore e questo aumentava il senso di colpa. Trascorsa qualche ora la ferita si era cicatrizzata e la gatta si comportava come se nulla fosse accaduto, la capra pure. Quanti episodi in una esistenza che nessuno saprà e ricorderà. Milioni di cadaveri nei cimiteri italiani, milioni di esistenze, miliardi di episodi sepolti con loro e a capre e gatti va bene così. Chi non mi concede d’essere come loro e perché? Io chi sono?
Annozero
Sindacalisti che al comizio parlano di giustizia alle masse e poi a casa picchiano la moglie; funzionari d’associazioni umanitarie lì su quella poltrona per affermare sé stessi; parlamentari voltagabbana e magari ladri che tengono in piedi il governo. Film visto e rivisto quello dell’incoerenza dei potenti eppure l’intervento televisivo di Marco Travaglio riesce a rivivificarlo anche alla millecinquecentunesima puntata, stimolando nello spettatore una vaga indignazione un po’ divertita. L’oratore smaschera i lestofanti, sempre altri da lui e da noi. Alla fine dello spettacolo i disonesti rimangono più o meno dov’erano, materia prima disponibile per la prossima puntata, e anche noi restiamo lì fermi non troppo diversi da prima, pronti a riascoltare il processo in direttissima che diverte, indigna e un po’ giustifica dalle personali omissioni e innocenti scorrettezze quotidiane.Qualcuno come riferimento morale non ce l’aveva “Annozero” così guardava il cielo: «Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me» Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica. Freud invece stava alla larga dalle alte sfere, diffidava delle stelle e anche dei cieli, ma sulla legge morale era lucidissimo nel diagnosticarne l'assenza nella miseria di pensiero e di osservazione individuale prima che sociale. In qualche modo si è impegnato per costituire il partito senza parti, quello dove l’uomo cessa di ripetere per sentito dire ed inizia a pensare finalmente emancipato da omologazioni e tifoserie, perché consapevole che le credenze ingannevoli provengono dall’impostore che alberga in lui. Qualcuno aveva già detto: «Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!» Gesù di Nazareth predicatore ebreo.Nessuno come Marx ha osservato chirurgico i conflitti tra gli uomini, pensatore attualissimo se non fosse, al momento, imbalsamato e banalizzato da opposte ideologie; forse ingenuo nel fantasticare la costruzione del paradiso in terra per i proletari di tutto mondo, se uniti nel combattere il nemico borghese e caste di clericali, impegnati nottetempo a versare oppio nell’acquedotto pubblico. A ben osservare l’oppio è endogeno e l’impostura riguarda gli uomini, tutti gli uomini, ogni uomo. La miseria di pensiero è del singolo e onnipervadente, infantile scorgerla nei cattivi. Quindi Kant, il Predicatore ebreo, Freud e Marx. Poi, se proprio avanza tempo “Annozero”, Vauro non è male.
Sciamanesimo padano
Difficile sapere chi sia stato il primo leader nella storia, ma sicuramente nella preistoria è stato uno sciamano. Il Bossi delle origini assomigliava ad uno di loro, parlava al ventre della tribù. Ne è ancora capace? Il sito leghista di www.padania.org “notizie e commenti dalla grande valle del Po”, risponde indirettamente al quesito antropologico pubblicando, senza censure, numerosi interventi di simpatizzanti, elettori e militanti leghisti. Appaiono due fazioni: quelli col mal di pancia e quelli col mal di cuore. Ad alcuni fa male la pancia perché le parole del condottiero non raggiungono più il loro ventre, leghisti che nella fattoria orwelliana-padana giudicano il leader, in origine ammirato per il suo impegno nella lotta contro i partiti romani, connivente oggi coi nemici di un tempo, appartenente insieme ai suoi generali, parenti ed amici, alla casta dei privilegiati. Un militante col mal di pancia interviene scrivendo che si è stancato di “PARLARE POCO, PENSARE MENO... AVERCELO SEMPRE DURO...” [Come nell’originale; nei Blog e social network il maiuscolo equivale all’urlo].Poi ci sono quelli che invece della pancia gli fa male il cuore. Pur consapevoli del fisiologico declino del capo si ostinano nell’osannarlo, non per quello che pensa e dice, ma perché è lui. Comprensibile in questa fazione di militanti la difesa ad oltranza del leader carismatico, rispettare lo sciamano significa nella fattispecie mantenere in piedi la loro storia personale nell’immaginario sociale. Fingere di non vedere il declino del capo come estremo tentativo di salvare la propria faccia. Nei partiti carismatici se crolla il leader anche il partito vacilla, nelle tribù è ancora peggio e forse è meglio così.
Trulli di Puglia
Trulli di Puglia, abitazioni ancestrali di pietra a secco col tetto a cono. Dimore vissute fino ad un recente passato da contadini laboriosi. Nell’alcova sempre presente l’immagine del Sacro Cuore, o di San Michele Arcangelo, o della Madonna. Alla morte dei genitori proprietari i figli eredi hanno rotto la tradizione, il trullo dei nonni e dei padri svenduto a turisti inglesi, milanesi o romani. Col ricavato si sono comprati un appartamento in cemento alla periferia del paese. I nuovi arrivati hanno fatto il loro mestiere, le abitazioni in pietra dal tetto a cono si sono trasformate in seconde case di vacanza. Il mese scorso un milanese ha sradicato la vigna per metterci la piscina, poi osservando in un angolo del trullo un vano alcova-altare con l’immagine del Sacro Cuore appesa al centro, ha sentenziato: “Ma che roba è, Medioevo superstizioso? Dentro questo spazio ci faccio un secondo cesso”. Uscito dal trullo infarto fulminante. Morto.
La tua voce
L’autoradio cerca i canali in automatico e sintonizzata il primo che incontra, ascoltata la prima sillaba sospetti che stai ascoltando “Radio Maria”, lo intuisci non dai contenuti e neppure dalla semantica ma dal tono della voce. La conduttrice parla di cetrioli e non di madonne eppure l’impressione di ascoltare proprio quella radio lì persiste per la durata delle pause, per gli inutili sospiri che intercalano i periodi. Guardi la radio sul display c’è scritto “F.M. 95.100 Radio Maria”: d’un botto la piena realizzazione ed aderenza delle tue intime predisposizioni vengono a coincidere con la realtà, il pregiudizio è confermato. Indifferente al comandamento che bisogna prima ascoltare nel merito per poi giudicare sei contento di aver fatto bingo. Forse erano davvero sinceri quei giapponesi che nell’ascoltare Dario Fo nel Mistero buffo ridevano di gusto, perché pur senza capire una parola comprendevano perfettamente il grammelot, quel dialetto teatrale che sta in piedi non per i contenuti ma per il ritmo, il tono, il suono. Anche Carmelo Bene nei suoi monologhi utilizzava una phonè che si sottraeva al linguaggio dialogico, addirittura alla dialettica del pensiero, eppure dicevano. Il poeta Andrea Zanzotto osserva: “Gioisco ricordando certi momenti molto lontani della primissima infanzia: io provavo qualche cosa di infinitamente dolce ascoltando cantilene, filastrocche, strofette (anche quelle tipo "Corriere dei Piccoli") non in quanto cantate, ma in quanto pronunciate o anche semplicemente lette, in relazione ad un'armonia legata proprio al funzionamento stesso del linguaggio, al suo canto interno.” Esiste un funzionamento del linguaggio, un suo significato a prescindere dai contenuti? Basta osservare quando dall’italiano cominciamo a parlare nel nostro dialetto: una forza misteriosa cambia la voce e con lei il corpo e i pensieri. Anche nel parlare una lingua straniera si diventa altro. I suoni, il tono, la voce, le pause non sono un dettaglio ma un linguaggio in sé.Sappiamo quanti film dignitosi sono stati massacrati da un doppiaggio fedele nei contenuti ma bastardo nei toni e nelle sfumature della voce.La voce e il tono della Santanchè sono congrui per leggere in pubblico Dante? E quelli di Brunetta per citare Borges? Le loro corde vocali sono vocate ad altro? Forse dopo i quarant’anni ognuno emette i suoni che si merita.
INVITO vacanza filosofica in Puglia
Il sito internet “www.ilgiardinodeipensieri.eu” di BolognaIl gruppo editoriale “Il pozzo di Giacobbe”-“Di Girolamo” di Trapaniorganizzano la SETTIMANA FILOSOFICA PER… NON FILOSOFI* Per chi:Destinatari della proposta non sono professionisti della filosofia ma tutti coloro che desiderano riflettere criticamente su alcuni temi di grande rilevanza teorica ed esistenziale.* Dove e quando:Cisternino (Brindisi), dal 22 luglio al 28 luglio 2011* Su che tema:Eros o agape? L’amore nel tempo delle ‘passioni tristi’Le "vacanze filosofiche per...non filosofi", avviate sperimentalmente sin dal 1983, si sono svolte regolarmente dal 1998. Per saperne di più si possono leggere: A. Cavadi, Quando ha problemi chi è sano di mente. Breve introduzione al philosophical counseling (Rubbettino, Soveria Mannelli 2002) oppure Autori vari, Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni (Di Girolamo, Trapani 2008) oppure, A. Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo, Trapani 2010). È attivo anche il sito www.vacanzefilosofiche.it curato da Salvatore Fricano (Bagheria).Programma orientativoArrivo nel pomeriggio (possibilmente entro le 19) di venerdì 22 luglio.Primo incontro alle ore 21 presso Agriturismo “Il portico” di Contrada Lama Pellegrino 27, Cisternino.Sono previsti due seminari giornalieri, dalle 9.00 alle 10.30 e dalle 18.00 alle 19.30, sui seguenti temi:* L’amore nel mondo greco, biblico e medievale* L’amore secondo Hegel, Feuerbach e Fromm* L’amore secondo noi: esercizi di filosofia praticaI seminari saranno introdotti a turno da Elio Rindone (Roma), Augusto Cavadi (Palermo), Davide Miccione (Catania).Partenza dopo il pranzo di giovedì 28 luglio.CostoL'iscrizione al corso (comprensiva dei materiali didattici) è di euro 100 a persona.Chi si iscrive entro il 10 giugno ha diritto a uno sconto di 20 euro.Eccezionalmente si può partecipare a uno dei 12 incontri (euro 10).Per l'iscrizione ai seminari inviare l’acclusa scheda d’iscrizione e la copia (anche mediante scanner) del versamento di € 50,00 a persona, a titolo di anticipo sulla quota complessiva, a: prof. Elio Rindone (tel 065835765 - cell. 331.4206991- fax 0623313760 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). In caso di mancata partecipazione alla vacanza-studio, detta somma non verrà restituita. La prenotazione al seminario non è valida finché non è stato effettuato il bonifico!
Madre, testo e sottotesto
<<Chi sei dunque? -Io sono una parte di quella Forza che eternamente vuole il male e eternamente opera il bene-.>> (Goethe, Faust)

Contenuto manifesto1 (Pietà vaticana di Michelangelo Buonarroti)

Contenuto latente2 (Pietas di Jan Fabre, 54° Biennale di Venezia)
1-2 nelle immagini possiamo invertire il latente col manifesto e il manifesto col latente. Funziona lo stesso.
I liberi servi del Cavaliere
Roma teatro Capranica ore 10, mentre gli italiani lavorano Giuliano Ferrara tenta il rilancio dopo la batosta delle amministrative e dirige la pièce: «Festa per il caro amico Silvio»; «Libera adunata dei servi del Cav.» intepretata dai direttori dei giornali di destra, lì sul palco un po’ depressi perché non più tanto sicuri che il proprio successo sia assicurato per il fatto di lavorare al successo di un altro, anche se ancora premier. Anche Armeni e Sansonetti sono lì non si capisce a fare che cosa. Pubblico anziano, qualche poltrona vuota, il festeggiato non si presenta, però interviene la Santanchè.Manco l’ “io” è padrone a casa sua sentenziava Freud, ma il tentativo del direttore del “Foglio” di mettere insieme l’essere servi con l’amicizia e la libertà non funziona manco per scherzo, l’autoironia risulta forzata e non passa.Il Vangelo secondo Giovanni non ironizza sulle faccende serie, sa che nel rapporto tra dominus e servus c'è un soggetto che domina un oggetto e Gesù Cristo dice la sua: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici». Flop conclamato al teatro Capranica che è però riuscito « A far capire all’uomo / che, se vive, è solo per grazia dei potenti. / Pensi dunque a bere il caffé e a dar la caccia alle farfalle. / Chi ama la 'res publica' avrà la mano mozzata» Czelaw Milosz. Meglio se bevevano il caffè, a dar la caccia alle farfalle non son capaci.
Incantesimo infausto
"Tutto è dove deve essere e va dove deve andare: al luogo assegnato da una sapienza che (il cielo sia lodato!) non è la nostra." Sentenza finale del Miguel Mañara di Oscar Vladislas de Lubicz Milosz. Invito all’inorganico, dove il fedele brutto e cattivo è opportuno che rimanga pietrificato in quiete assoluta e con l’elettroencefalogramma piatto per non combinare danni, mentre un Dio buono e sapiente fa tutto per lui. La passività è salvezza, l’iniziativa errore. Gesù Cristo, che era uno attivo, non ha mai proferito simili idiozie. Il quietismo è un ascesso che si incista rapido nel cervello, la prognosi è infausta.