BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Domenica, 04 Dicembre 2011 16:51

Né vietato né obbligatorio

Mi era arrivata una telefonata imprevista, il capo necroforo m’informava che la mattina successiva avrebbero esumato il corpo di mia madre per traslare i resti in una piccola urna o nell’ossario comune, perché al cimitero necessitavano di spazio. Era lì seppellita da ventisei anni, doppia bara di zinco e di legno robusto. Morta lontano dal paese avevano dovuta trasportare la salma sigillata a norma di legge, quasi sotto vuoto spinto come le buste del caffè sullo scaffale del supermercato. All’esumazione mi avrebbero aperto la bara davanti così avrei visto com’era, dopo oltre vent’anni dalla morte, la salma di mamma. Nonostante il tempo trascorso sotto terra la possibilità che il corpo fosse parzialmente inconsunto, perché ben confezionato, era notevole. Presenziare non era vietato né obbligatorio. Non sono andato. Pulvis es et in pulverem reverteris è massima che si addice alla cremazione, negli altri casi il passaggio da un corpo riconoscibile alla polvere è estenuante. Alla Chiesa cattolica piace questo limbo ci pucciano il pane, un modo naif per dribblare la morte. All’ora che l’aprivano ero a casa a bermi un caffè, preso da una busta nuova sotto vuoto spinto, mentre pensavo che l’idea della Morte e la morte reale erano cose davvero diverse. “l’Amore”, “ Dio”, “ la Morte” con la maiuscola sono parolacce da evitare, idee e teorie che complicano e ostacolano il vivere, tarocchi che infettano. La concretezza guarisce.

Mercoledì, 30 Novembre 2011 16:37

Lì per lì

La mattina del compleanno avevo detto a mio padre: “Papà, papà, oggi compio dieci anni!” E lui: “E allora?”

Lì per lì mi ero sentito dentro un racconto di Dickens, crescendo dentro dottrine neoplatoniche, poi sono uscito anche da quelle.

Poteva dirmi: “Auguri” che facevo prima.

Martedì, 29 Novembre 2011 11:00

obtorto collo

Ho venti gatti ben nutriti, al supermercato offrivano croccantini in offerta e ne ho approfittato, ma la qualità era dozzinale e tre gatti si sono trasferiti dal vicino, lì hanno trovato di meglio da mettere sotto i denti.

Accettato un patto di collaborazione, di amicizia, è triste quando una parte si ritira, ma forse meglio del formale tentativo d’onorare il regime dell’appuntamento obtorto collo, come hanno fatto i diciassette felini rimasti fedeli.

Lunedì, 28 Novembre 2011 16:19

'O scarrafone mistico

Le palme muoiono mangiate dal Rhynchophorus ferrugineus, il Punteruolo Rosso.
Ho catturato un esemplare adulto, angosciato faceva il morto: la strategia dei mistici.

Sabato, 19 Novembre 2011 12:02

Dalle mie parti

Dalle mie parti, in Puglia, ispettori del lavoro battono le contrade della zona rurale, così quando scorgono più di due persone che raccolgono olive controllano che siano regolarmente ingaggiate dal proprietario del fondo.
Questi spiega ai controllori che non sono in regola perché fratelli e parenti. Così funziona da centinaia d’anni: ci si aiuta nel vendemmiare e nel raccogliere olive per poi dividersi il vino e l’olio , ma gli agenti – incapaci di distinguere famiglie che celebrano riti ancestrali dal caporalato –  verbalizzano e sanzionano aspramente.

Lunedì, 14 Novembre 2011 12:52

Sopravvalutazione

Il Belgio è rimasto senza governo per 540 giorni e il PIL è cresciuto più che in altri paese europei.

Un pensatore che leggo con profitto osserva da tempo che "quanto maggiore la patologia personale, tanto maggiore è l’identificazione della politica [della persona] con Governo-Parlamento”.
Non so se sia patologico, se così fosse tutti i direttori dei quotidiani, che rendicontano anche delle scoregge dei sottosegretari, opererebbero in odore di psicosi.

Eppure di fatto la nostra esistenza è ben altro pensiero, relazioni, urgenze, appuntamenti da onorare, lavori da svolgere, percorsi da intraprendere, dove il Governo-Parlamento è relegato al posto giusto nelle ultima pagine.

Qualunquismo? No politica.

Sabato, 12 Novembre 2011 17:46

Teologia tribale, psichiatria esistenziale

Don Giussani, certo della condizione creaturale dell’uomo, sosteneva che la dipendenza ontologica dal “Mistero” che ci ha fatti fosse l'unica possibilità di emancipazione dal nulla che ci incombe addosso.

“Ontologico”, Giussani, non lo utilizzava filosoficamente ma empiricamente, come aggettivo o avverbio della parola “essere”, come “ciò che è in realtà”. Anche Mistero - rigorosamente con la M maiuscola - non lo diceva per l’occulto che significa, ma come la forma specifica che il Creatore avrebbe scelto per incontrare gli uomini: la Chiesa cattolica, posto in cui il Dio misterioso si farebbe presente.

Da qui sentenziava che più l’uomo si sottrae a questo disegno divino misterioso e carnale insieme, tanto più scivola verso il nulla.  Il singolo uomo, elemento insignificante, nulla assoluto, per poter essere dovrebbe, dunque, percepirsi come cellula appartenente alla corporazione ecclesiastica: un'anima collettiva, di gruppo, come le api e le formiche, anzi di più: dipendenza ontologica totale come i buchi nel formaggio, che grandi o piccoli, superficiali o profondi, devono comunque il fondamento del loro essere nell’appartenere all’oggetto che li ospita, fuori si dissolvono.

Siccome il Mistero si è incarnato, è diventato corpo, corporazione, la dipendenza ontologica giussaniana che ci consentirebbe di “essere”, si attuerebbe appartenendo a quella comunione di uomini che, in quanto prescelti dal destino, rappresenterebbero il Mistero che ha fatto tutte le cose, nella fattispecie le autorità della istituzione ecclesiastica; onnipotenti che guidano dipendenti.

La psichiatria più che la teologia chiarisce la faccenda. Lo scozzese R. D. Laing, psichiatra e filosofo, nella sua opera più importante “L’io diviso” dedica un intero capitolo, il terzo, all’insicurezza ontologica e alle conseguenti dipendenze esistenziali. Descrive con lucidità  la visione ontologica di Giussani - che mai aveva conosciuto -  in modo antitetico: diagnostica la dipendenza ontologica psicotica e giudica, invece, l’uomo sano quello che libero da appartenenze e dipendenze  è capace di pensiero autonomo.  

Laing precisa: “La capacità di sentirsi autonomo significa che si è riusciti a rendersi conto di sé come persona separata da tutti gli altri. Per quanto profondamente io sia legato, nella gioia o nel dolore, a un’altra persona, questa non è me, né io sono lei.

Evidente? Elementare? Ovvio? Non per tutti.

Mercoledì, 09 Novembre 2011 18:35

Autarchia: autosufficienza del saggio

Iniziata la lettura de “L'io diviso” di Ronald Laing, psichiatra e filosofo scozzese; scappato qualche ora dal lavoro per raccogliere olive, un buon modo per risposarmi;

tornato al lavoro ho commesso un errore: un giro su Google news per aggiornarmi della crisi di governo. Immediata sensazione di prosciugamento e nausea, se la priorità della mia esistenza fosse quella roba lì morirei a breve. Dicono che siano cose importanti ma sto avendo severi indizi che non lo siano, anche se i più sono lì su Twitter ad aggiornarsi.

Forse più ci si aggiorna meno si pensa e più ci si prosciuga.

Ho appreso dal dizionario Garzanti che “pirla” viene da pirlare, variante di prillare: girare su sé stesso, l’ossessione d’aggiornamento è qualcosa che gli assomiglia.

Charles Bukowski giudicava urgenti altre faccende:  "Un uomo o è un artista, o una mezzasega, e non deve rispondere a nient'altro, direi, se non alla propria energia creativa."

Lunedì, 07 Novembre 2011 16:22

Fuoco rigeneratore

Pulito il ripostiglio dopo dieci anni, nel trovare una chiave inglese arrugginita mi è tornato alla mente un amico ingegnere meccanico che progettava motori. S’impegnava per farli semplici, diceva che i pezzi che non si rompono mai sono quelli che non ci sono.
Così quando ho trovato gli  occhiali di mio padre defunto li ho buttati nella spazzatura. Coroncina del rosario di quand’ero ragazzo, con grani di nocciolo d’ ulivo garantito di Gerusalemme, dentro il camino acceso. Statuine del presepe salvate dalla spazzatura dalla mia compagna, soggetto romantico.

So che i consigli dell’ingegnere applicati agli uomini invece che ai motori aprono la strada al nichilismo, però mi è piaciuto.

Mercoledì, 02 Novembre 2011 18:41

Trova il pirla in 5 secondi

Trova il pirla* in 5 secondi

*pirla da pirlare variante di prillare: girare su sé stesso 

 

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