BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 13 Ottobre 2019 17:20

Brav’uomo

S’impegnava ad essere ragionevole nell’analizzare i fatti, le circostanze e le situazioni che incontrava nel suo esistere. Essere ragionevole significava giudicare l’ambiente attraverso le leggi condivise in quella piccola parte di mondo, conformandosi agli usi e ai costumi del suo tempo.

Per essere brave persone è d’obbligo un bel po’ di miopia.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Domenica, 13 Ottobre 2019 16:46

Talea

Ficchi un rametto per terra e se le condizioni sono giuste la pianta radicherà autoperpetuando se stessa, invece se nascerà da seme fecondato sarà una nuova pianta, a volte un po’ diversa dalla pianta madre (ibridazione).

E’ la relazione -non necessariamente sessuale- che genera un inedito altro, il resto è riproduzione.

Pubblicato in Erbario
Venerdì, 11 Ottobre 2019 11:49

Scilla e Cariddi

Il bus era in ritardo e avevo passato lo stretto alle tre del mattino, salito in coperta il mare era grosso, manco un’anima, vento, pioggerellina tagliente. Nel buio pesto le luci equidistanti di Messina e Reggio, sopra il cielo, sotto l’abisso e una voce -non so se dentro o fuori di me- che  proclamava epifanica: “Qui è iniziato tutto”, (il mondo intendeva).

L'avevo sentita altre volte, poche, nell’attraversare un ghiacciaio in alta montagna e a oriente in un meleto sulla riva del fiume, mai in un museo o in una cattedrale.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Mercoledì, 09 Ottobre 2019 18:37

Ruoli

Nell’esercizio della sua funzione appariva onnipotente, in effetti in quelle quattro faccende un po’ di potere lo aveva, ma appena se ne discostava emergeva un poveretto.

E fu così che scelse di condannarsi all’ergastolo in quelle quattro faccende.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Giovedì, 03 Ottobre 2019 20:18

Pregiudizio

Interpretiamo ciò che incontriamo attraverso mappe concettuali acquisite, accettate e memorizzate. Ognuno ha elaborato le proprie, i filosofi e i letterati le chiamano Weltanschauung, ma in fin dei conti potremmo anche chiamarle pregiudizi; prima mossa e prerequisito necessario per poter interpretare il mondo, dal quale è immune solo chi soffre di amnesia assoluta.

Da lì dobbiamo, dunque, iniziare ma è nelle mosse successive che possiamo fare la differenza, o permanendo semper idem, come invitano i prelati conservatori, plasmando sistematicamente la realtà alle nostre pre-concezioni non di rado inconsapevolmente introiettate e per nulla nostre, oppure aggiornando -come si fa con le app obsolete- il nostro pregiudizio eccitati dall’ambiente, ovvero cambiando.

Quasi sempre il processo è inconsapevole eppure scegliamo la prima o la seconda opzione, qualche volta una miscela delle due. Nel work in progress della seconda opzione il pregiudizio potrebbe anche confermarsi e consolidarsi e va bene così, a patto che si era davvero disposti a rivoluzionarlo.

Pubblicato in Filosofia di strada

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