BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Sabato, 24 Giugno 2017 21:11

Letture sotto l’ombrellone

Ho letto la sentenza integrale del processo Formigoni e c., primo grado, che motiva la condanna dell’ex Presidente di Regione Lombardia per corruzione, più di 700 pagine tutte tristi dettaglianti l’inferenza che, partendo da testimonianze, documenti di flussi di denaro e utilizzo di beni, deduce gli ingenti benefit, anche in denaro, che il Presidente avrebbe ottenuto da lobbisti della sanità lombarda da lui favoriti.

La sentenza spiega e dimostra il potere del Presidente di determinare i contenuti delle delibere; perché, come, quando e quanto siano state nel merito pilotate; l’abnormità dei benefit ottenuti da Formigoni calcolati per difetto in euro 6.626.961,96, pertanto non equiparabili a qualsiasi scambio di lecite cortesie tra normali amici - aggiungerei: e tra amici normali; la specificità dei corruttori ciellini amici del Presidente, lobbisti non d’infrastrutture stradali lucane in un tempo che fu ma della sanità lombarda nel periodo dei fatti contestati; la tempestiva coincidenza temporale nella elargizione di benefit al Presidente a cura dei faccendieri corrispondente ai periodi della emanazione delle delibere in loro favore; la sistematica correlazione valoriale percentuale tra quanto elargito dai lobbisti a Formigoni e i favori ricevuti dallo stesso.

Sbriciolata la tesi della difesa, riguardo il reato di corruzione, che vedeva coperture e favoritismi da parte di Formigoni non plausibili per il semplice motivo - a dire di imputato e difesa - che un presidente di regione, valendo operativamente meno del due di picche nel determinare delibere, non avrebbe potuto favorire chicchessìa e che pertanto nessuna corruzione si sarebbe consumata ma un mero scambio casuale di cortesie tra amici, forse inopportune ma comunque lecite.

Nel futuro iter processuale sarà necessario che l’imputato dimostri la sua innocenza con motivazioni più congrue, non dico al diritto, ma perlomeno al semplice buon senso, nel rispetto di tutti i pensanti. Invito probabilmente impossibile da ottemperare, mica è facile in età matura emanciparsi dalla “sindrome del prescelto”, pirotecnica arroganza sulla quale avevo articolato e del conseguente inevitabile effetto Dunning Kruger (un giro su Wikipedia per i dettagli di tale distorsione cognitiva).

Pubblicato in Attualità
Giovedì, 22 Giugno 2017 09:31

Devozioni

Ho un conoscente mangiapreti, nell’osservarlo borbottare ognora contro Chiesa e papa ho appurato che è devoto a ‘ste faccende più d'un monaco trappista.

Ho concluso che una cosa è il superamento di ciò che si contesta altra è il rovesciamento, quest’ultimo assomiglia all’indossare lo stesso odiato maglione al rovescio invece d’accattarne di nuovi.

Espandendo il discorso potrebbe essere proprio tale speculare continuità simmetrica nei confronti del vecchio e brutto maglione la causa del finire in vacca di tanti movimenti sovversivi; subvertēre : ‘volgere dal sotto in su’ un sistema esistente invece di superarlo con originale e inedito implementare.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Giovedì, 22 Giugno 2017 08:54

Possibilità plausibile

Come e da dove è venuto il pensiero? E’ da un bel po’ che, provando a risalire al mio primo ricordo, tento di indagarne l’inizio. Al momento rispondo che è sorto spontaneo dalla natura e verosimilmente cesserà nello stesso posto e modo.

Se le cose stanno così non possiamo precludere la possibilità che tale processo, che trova inizio alla nascita personale per concludersi alla morte del soggetto pensante, potrebbe ancora spontaneamente attivarsi, come già accaduto, in qualche forma.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Sabato, 17 Giugno 2017 11:14

Orrido

Ieri sera, dopo mezzo litro di birra in più, nel considerare le meccaniche celesti dell'universo ho visto la geografia del nostro mondo e la sua storia, le religioni al completo, l’umano pensiero dai presocratici a oggi e i miliardi di miei simili ora viventi, tutte fugaci minuzie.

Incapace di permanere al cospetto di tale eterno funzionamento che orbo rispetto al mio umano vedere sentenziava la futura probabile fine dell'umanità intera, avevo lenito la mia impotenza sparando: «Va bene così, tutto sommato Homo sapiens ha rotto i coglioni.»

Oggi, smaltita la birra, ho ricominciato utilizzando i capitali di cui dispongo: personale pensiero, gli amici di questo mondo, il gatto che vive con me, l'albero di tiglio che sta fiorendo in giardino. Una sorta di provincialismo cosmico eppure reale e nel frattempo conveniente mentre le galassie fanno il loro corso.

 

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Giovedì, 15 Giugno 2017 18:28

Discordanza sperimentale

Le agiografie cantano fine vita gloriosi scaturiti dalla illimitata e irremovibile fede nel soprannaturale dei protagonisti.

Com’è che, invece, quelli che ho conosciuto vivere così[1] li ho visti finire tutti male?

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1 Mi riferisco alla variante esaltata e mai autoironica del titanismo, non al rifugiarsi nella divina provvidenza consapevoli del proprio limite; questi ultimi invece di sfracellarsi cadono anche loro, ma quasi sempre in piedi.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Giovedì, 15 Giugno 2017 11:42

Ingenuità

Strana la vita per gli umani: la realtà là fuori è univoca e tutti vediamo la stessa luna, eppure il medesimo bicchiere c’è chi lo vede mezzo vuoto e chi mezzo pieno e nel dialogare con gli altri ci si domanda reciprocamente: «Tu come la vedi?».

Realtà, dunque, oggettiva ma anche risultato della personale costruzione - individuale e/o collettiva, conscia o inconscia - implementata dal soggetto attraverso mente, linguaggio, società e cultura.

Siccome le due concezioni sono vere entrambe, occorre vigile attività di ampio pensiero così da non essere ingenui assolutizzando una concezione escludendo l'altra.

Pubblicato in Filosofia di strada
Mercoledì, 14 Giugno 2017 14:24

Il Becchino

Probabilmente avvelenata da una qualche bestia umana che abita dalle mie parti, oggi nel veder morire all'improvviso la gatta e poi sotterrarla ho fatto ancora precisa esperienza d’appartenere alla Natura.

Veterinario impotente e becchino navigato presumevo d’essermi assuefatto, invece anche questa volta ha fatto irruzione quella puntuale percezione di ecoappartenenza, come se la gatta mi dicesse: «Non preoccuparti, tutto a posto, va bene così.» Esperienza strana, pacatamente serena, più potente di quella procurata da fiori profumati e cieli stellati. Auguro a chi mi sotterrerà di provarla anche lui.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Martedì, 13 Giugno 2017 09:18

Apologia della gente di bar

Nell'osservare un vecchio neurologicamente perfetto ma davvero idiota e contraddittorio mi sono chiesto come abbia potuto funzionare in quel modo per così tanto tempo. Ho considerato che nei circa sette miliardi e mezzo di persone viventi in questo momento, me compreso, tutto sommato risulta infrequente un personale pensare-parlare davvero coerente al principio di realtà. Ci riescono a tratti scienziati, filosofi, artisti, contadini, gente di mare e artigiani, per il resto imperversano chiacchiere individuali, concezioni e parole futili, deliri soft di filastrocche di opinioni soggettive, personali film non corrispondenti alla realtà di fatto.

Tale distanza tra soggettivo e oggettivo che assomiglia al pensare di schiacciare il pedale del freno mentre di fatto si preme quello dell'acceleratore, o viceversa, dovrebbe procurare sfaceli di massa a raffica, invece nonostante lo scostamento tra prensiero e realtà quasi tutti, bene o male, funzionano lo stesso. Indizio che la chiacchiera individuale ha il potere di generare una circoscritta realtà efficiente, sorta di soggettivismo universale non del tutto coerente eppure funzionante, perlomeno ad uno specifico livello, dunque a suo modo reale. 

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Venerdì, 09 Giugno 2017 08:11

Lapsus

A  tarda ora avevo studiato sul dizionario di filosofia il lemma Cuore, così da conoscere il significato che gli attribuivano i pensatori arcaici, quelli del medioevo e i moderni, ma giunto a Pascal avevo letto inopinatamente la ricorrente “C.” come C…o invece di Cuore.

Siccome non ci stava poi male avevo provato a riprendere la lettura dall’inizio mettendoci dentro un bel “C…o” al posto di ogni “Cuore” e il testo stava in piedi lo stesso, anzi in quella libido si chiarificava.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Giovedì, 08 Giugno 2017 18:31

Il dilemma

Si comincia con un pensare naïf ma fresco e originale, poi col passare del tempo si cerca giustamente la compagnia dei saggi che ci hanno preceduto così da pensare meglio e di più.

Dai e dai nel visitarli l’erudizione aumenta e quell’operare in presa diretta dell'inizio tende a diminuire sostituito dalle belle risposte degli autori che abbiamo frequentato e frequentiamo. Eccole sistemate e sistematizzate nel nostro scaffale pronte ad attivarsi in automatico per spiegare il mondo, come fa la zampa della rana di Galvani quando prende la scossa.

Mica è facile tornare bambini.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
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