Segnala il commento come inappropriato

“ Caro Augusto, stando sul pezzo prevedo che, alle imminenti Vacanze filosofiche di Sestola, Gianfranco Bertagni, nell’affrontare come previsto dal programma, —ecco il link: https://vacanzefilosofiche.salvofricano.it/2026/08/02/sestola-2026-calendario-dettagliato/ — il tema della gioia come stato d’essere dal punto di vista della filosofia indiana, presenterà una delle tesi centrali di alcune sapienze tradizionali: la sofferenza nasce dalla falsa identificazione con l’io personale, falsa perché, in ultima istanza, noi non siamo quell’io, ma l’Assoluto. Naturalmente è soltanto una mia ipotesi su ciò che Bertagni dirà. Lo considero un filosofo serio e preparato e non vorrei attribuirgli una posizione prima di averlo ascoltato. La mia previsione, tuttavia, mi sembra fondata sulla sua conoscenza delle tradizioni non-duali. Immagino quindi che, per indicare una via alla gioia, possa emergere una sorta di “omissione del soggetto”, cioè il superamento dell’identificazione con l’io individuale. Ma a questo punto mi si presenta una domanda che, da tempo, non riesco a eludere: chi sperimenterà quella beatitudine, se viene meno proprio il soggetto individuale che dovrebbe sperimentarla? ”