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Osservo che l’idea futuristica del transumanesimo, che immagina di trasferire la mente umana su supporti artificiali più durevoli del corpo biologico, non supera la vecchia concezione teistica dell’io, semplicemente la tecnologizza. Se l’individuo non è una sostanza autonoma, ma una configurazione dinamica di relazioni biologiche, psichiche, sociali e tecniche, allora non esiste un “contenuto personale” trasferibile.